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Il paesaggio
NeI 1674 il Boschini scriveva a proposito di Cima da
Conegliano:
"... E questo haveva per impresa di porre quasi in tutte le sue opere, in distanza, l’aspetto di Conegliano, sua Patria; che è un delizioso Monticello, il che serve anco pe distinguerlo con tal rimarca da gli altri Auttori di questi tempi". Nonostante il nostro pittore abbia svolto la sua attività artistica interamente a Venezia, egli rimase sempre molto legato a Conegliano, per cui l’eco dei suoi luoghi natali trova un riflesso costante nelle sue opere. I dipinti, a soggetto sacro, sono immersi in una ambientazione paesaggistica che diventa a volte quasi protagonista della rappresentazione. Il paesaggio nasce dal ricordo dell’artista, che spesso accosta elementi naturalistici ed architettonici ben riconoscibili, creando un’immagine tra sogno e realtà in stretta simbiosi con i personaggi. L’ambiente è in alcune opere composto da montagne, borghi, castelli, chiese e cinte murarie di natura fantasiosa. In altri casi gli elementi paesaggistici sono chiaramente identificabili. In almeno 24 dipinti si riconoscono sullo sfondo zone del territorio coneglianese: si tratta a volte del castello di Conegliano con l’antica chiesa di S. Leonardo o di quelli di San Salvatore, a Susegana, e di Collalto; l’ambiente naturale si ispira spesso alle dolci colline coneglianesi o alla valle del Piave. Questi riferimenti in alcuni casi compaiono accostati liberamente in una stessa opera. Il paesaggio di Cima diviene quindi visione realistica e testimonianza documentaria della struttura della città di Conegliano tra il XV e il XVI secolo.
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Madonna col Bambino tra S.Michele Arcangelo e S.Andrea, 1505,
Parma, Galleria Nazionale. Particolare con la veduta del Castello
di Collalto.
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