Conegliano, 1 marzo 2007
COMUNICATO STAMPA

Conegliano: la Ca' di Dio diventa biblioteca comunale
Il Sindaco Zambon:"Si tratta di una sistemazione provvisoria ma sicuramente adeguata ad un servizio che è tra i fiori all'occhiello del nostro Comune"

La giunta comunale, nella seduta appena conclusasi, ha adottato le linee di indirizzo per il trasferimento provvisorio della biblioteca comunale all'interno della Ca' di Dio di piazzale Santa Caterina.
I lavori di recupero dell'edificio sono stati ultimati a fine ottobre ed in data 1 dicembre è stata data l'agibilità dell'edificio ed attualmente sono in corso le procedure di collaudo. L'edificio, disposto su due piani, ha una superficie lorda di circa 500,00 mq, comprensiva di scale, vano ascensore e servizi. Al piano terra sono presenti tre locali di superficie calpestabile pari rispettivamente a 83,654 mq, 41,74 mq e 17,58 mq, mentre al primo piano è presente una sala di 173,00 mq e due locali rispettivamente di 18,70 mq e 9,74 mq..
"In attesa della nuova sede della biblioteca nella ex-caserma Marras e vista la necessità di trasferirla per destinare i locali del palazzo Sarcinelli alla collezione Martini donata a questa condizione al Comune di Conegliano - spiega il sindaco Floriano Zambon - abbiamo ritenuto che ci fossero le condizioni per l'utilizzo temporaneo dei locali dell'edificio della Ca' di Dio a biblioteca. Considerato il prestigio che ha assunto la biblioteca era giusto dargli uno spazio adeguato. Si tratta di una sistemazione temporanea, che risponde peraltro ad una logica di economia visto che è di proprietà comunale".
Il trasferimento prevede un costo minimo (€ 20.000,00) per alcuni interventi di protezione della.pavimentazione in rovere del primo piano per evitare sia i danni legati ai carichi degli scaffali dei libri che l'usura dovuta agli utenti della biblioteca, installazione di un impianto di rilevazione incendi, possibile adeguamento dell'illuminazione mediante anche illuminazione non fissa (es. piantane e/o lampade da tavolo) installazione di tendaggi e scaffalature per agevolare il trasferimento dei libri.

Biblioteca Civica, in attesa della nuova sede nell’ex-caserma Marras, alla Ca' di Dio e Palazzo Sarcinelli diventa Pinacoteca Comunale
Il trasferimento provvisorio della biblioteca civica, un patrimonio di oltre 45mila volumi, oltre 6.000 iscritti, nella nuova sede di piazzale santa Caterina avverrà entro l'estate, per rispettare il termine dei 6 mesi dall'accettazione della donazione della collezione d'opere d'arte "Martini-Peron" che andrà al Sarcinelli. Negli ultimi anni la  capacità di attrarre attenzione della biblioteca è cresciuta costantemente, non solo per l’enorme e aggiornata disponibilità (è davvero difficile non trovare un titolo!) ma anche per il suo inserimento nel circuito del prestito interbibliotecario. Nel tabellino del 2006 può vantare ben oltre 6mila iscritti, 26.562 presenze e 12.941 prestiti, collocandosi tra le strutture più attive a livello provinciale. Una condizione che dalla nuova collocazione potrà trarre un ulteriore slancio, proiettata come sarà su uno dei più bei giardini pubblici della Città.

La Ca' di Dio: qualche dato sul recupero
Si tratta di un intervento che ha completa il recupero conservativo della Ca’ di Dio (infatti una parte è già da oltre un anno dedicata a Ludoteca Comunale), creando uno spazio sufficiente ad accogliere la biblioteca comunale in attesa della sua sede definitiva, nella caserma Marras di piazzale San Martino. Questo intervento è stato operato dall’Amministrazione Comunale in due stralci, il primo di 746mila euro e il secondo di 260mila euro. In base all'analisi storica condotta in sede preliminare, l'edificio ha da sempre avuto una destinazione d'uso pubblica; nato infatti come "ospitatale", ossia luogo che dava assistenza a pellegrini e viandanti, è stato in seguito trasformato in caserma militare ed accorpato ad un complesso di edifici chiusi a corte su uno spazio interno.
Trasformato in tempi recenti in sede di associazioni, allo stato attuale conserva una partizione interna realizzata probabilmente negli anni '60 del XX secolo, rispettosa del ritmo dettato dalla forometria e della localizzazione delle strutture di distribuzione verticale. In base a tali presupposti il progetto si è proposto lo scopo di definire una destinazione d'uso che, per certi versi, ripropone quella originaria, creando ambienti ad uso pubblico.
Il progetto è stato impostato alla massima conservazione della struttura esistente, compresi il sistema distributivo ed i prospetti. In tal senso è stata infatti mantenuta la localizzazione dei due vani scala, che posti alle estremità del fabbricato permettono di rendere indipendenti le destinazioni d'uso sui due piani e nello stesso tempo collegarle.

La Ca' di Dio: un po' di storia
La Ca’ di Dio è un complesso di edifici per pellegrini, poveri ed invalidi di cui si hanno notizie già dalla II metà del XXIII secolo, quando l’allora Comune decise di costruire un nuovo ricovero nel “Borgo delle Cerche di Sant’Antonio”, motivo per cui un tale Pretto Ferratore lasciò all’ospizio un legato in denaro, a cui seguirono poi molti altri lasciti fatti a questa pia istituzione. Ovviamente i documenti storici si soffermano più spesso a menzionare e descrivere la chiesetta a cui l’immobile è annesso, dedicata a Santa Caterina, sconsacrata nel 1800. La Confraternita ( o Schola ) dei Battuti, operante in città ancora prima del 1300, operò negli immobili adibiti ad assistenza fino dal 1403, rinnovandoli in vari periodi.
Nel 1403 la Ca’ di Dio venne completamente rinnovata dalle fondamenta: non si ha certezza di come si sviluppasse il compendio immobiliare all’epoca, certamente l’attuale edificio così denominato, ora sede delle associazioni d’arma e della Croce Rossa, doveva essere allocato più o meno come all’attualità. Nel 1782 la Confraternita dei Battuti decise di trasformare l’intero edificio da ospizio ad ospedale, completando i lavori nel 1791 ( di ciò rimaneva traccia sulla scritta , ora illeggibile, posta sulla facciata della chiesetta). In conseguenza dei decreti napoleonici di soppressione degli ordini religiosi anche la confraternita dei Battuti che gestiva l’ospedale venne soppressa, ed in seguito gli immobili divennero proprietà demaniale (da dopo il congresso di Vienna del 1815 e fino al 1866, anno in cui siamo stati annessi al Regno d’Italia, sotto il governo austriaco). Si ha notizia che la sola chiesetta già sconsacrata ed alcuni locali attigui vennero stralciati dal complesso dell’ex ospedale ospizio per essere venduti a privati nel 1831 ( in seguito , nel 1944, gli allora proprietari donarono l’oratorio alla parrocchia di San Rocco), mentre gli immobili costituenti la corte ospedaliera vennero trasformati in caserma. In questo frangente la Ca’ di Dio venne profondamente modificata (ospitò un quartier generale di alpini e reparti d’artiglieria).
Il piccolo edificio annesso alla ex chiesetta, oggi ludoteca comunale, veniva usato nell’ultimo periodo come officina e magazzino. Quando agli inizi degli anni ’80 il Comune acquisì la caserma e fece abbattere parte degli immobili esistenti nel suo recinto per realizzarvi prima un parcheggio e recentemente il nuovo giardino pubblico, si mantennero in vita le due edificazioni addossate alla chiesetta, in quanto testimonianza storica del glorioso servizio fatto per la città.


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