Conegliano, 22 febbraio 2005

COMUNICATO STAMPA

 

Conegliano: Cittadinanza onoraria alla Congregazione delle Figlie di San Camillo

 

La cerimonia venerdì 25 febbraio 2005, alle 18, presso il l’ex-Convento di San Francesco

 

Il 4 ottobre dello scorso anno il consiglio comunale aveva deliberato il conferimento della cittadinanza onoraria della Città di Conegliano alla “Congregazione delle Figlie di San Camillo”.

Venerdì 25 febbraio, alle 18, si svolgerà ufficialmente la cerimonia nella suggestiva cornice dell’ex-Convento di San Francesco, che porrà al centro la figura del beato padre Luigi Tezza, migrante coneglianese, fondatore della Congregazione.

Interverranno il sindaco Floriano Zambon, madre Laura Biondo, superiora generale Figlie di San Camillo, Dino de Poli, presidente Fondazione Cassamarca, e Ulderico Berbardi, docente dell’Università Ca’ Foscari di venezia.

“Le argomentazioni di questo conferimento sono soprattutto collegate alla figura di Padre Tezza, nostro concittadino, che è stato il fondatore delle Sorelle di San Camillo – spiega il sindaco Floriano Zambon – ed al suo legame con la nostra comunità”.

La vicenda umana di padre Tezza va sicuramente conosciuta. Nato a Conegliano, il 1 novembre 1841, esemplare sacerdote camilliano, pensò di realizzare nella Chiesa un istituto religioso femminile che si dedicasse, anche con voto specifico, all’assistenza degli infermi.

Il 2 febbraio 1892 diede vita alla Congregazione delle Figlie di San Camillo, con la giovane Giuditta Vannini (poi Madre Giuseppina).

Morì il 26 settembre 1923 a Lima (Perù), dove per 23 anni aveva svolto un intenso lavoro apostolico in ospedali, carceri, lebbrosari e in vari istituti religiosi come direttore spirituale, “amato da tutti come padre e venerato come santo”.

“Tezza è stato considerato il santo delle piccole cose. Nato nella nostra provincia, ha seguito tutto il suo percorso all'interno dell'Ordine nel quale ha proficuamente seminato dando così la possibilità alla comunità internazionale di raccogliere ottimi frutti – conclude Zambon - la testimonianza di Padre Tezza è un esempio di santità, non solo per i cattolici ma anche per i laici, di ciò che un uomo può fare per il prossimo. Diversamente da altre Congregazioni o altri Ordini, il carisma dei Camilliani è prettamente collegato al miglioramento delle condizioni di salute e spirituali delle persone”.

I Camilliani lavorano negli ospedali o gestiscono, comunque, servizi di tipo socio-assistenziale in tutto il mondo. Le suore sono oltre mille distribuite in 94 case in Italia e nel mondo. Sono presenti anche a Conegliano dove però, purtroppo, hanno lasciato Casa Fenzi per “problemi anagrafici”.

A Casa Fenzi le suore di San Camillo erano arrivate nel luogo di nascita del loro fondatore. “Ho avuto modo di visitare, durante la mia visita in Burkina, le attività che vengono svolte a Ouagadougou che è la capitale dove le Camilliane hanno costruito un ospedale importante, hanno costruito una casa per malati terminali di AIDS, un lebbrosario, un centro di raccolta delle anziane allontanate a causa delle credenze animiste, dai villaggi. Hanno costruito centri di formazione per i giovani e centri di alfabetizzazione – aggiunge il sindaco – l'esempio dato a Ouagadougou va preso a riferimento proprio della laboriosità, dell’impegno dei Camilliani in generale. È proprio per l’impegno dimostrato che attribuiamo la cittadinanza onoraria alle Sorelle di San Camillo, congregazione fondata da un Coneglianese. Di questo io sono certo la città debba essere orgogliosa”.

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La vicenda di Arturo Luigi Maria Carlo Alessandro Tezza

nacque a Conegliano (TV), il primo novembre 1841 da Augusto e Caterina Nedwiedt. Entrato nell’Ordine di S. Camillo il 29 ottobre 1856, vestì l’abito religioso l’8 dicembre dello stesso anno. Emise la prima professione dei voti religiosi l’8 dicembre del 1858 e fu ordinato sacerdote il 21 maggio 1864, a Verona.

Nel periodo luglio-ottobre 1867 fu Superiore ad interim nella località Villa Donatelli-Sega a Cesiolo presso Avesa nel Veronese. Chiamato a Roma il 4 febbraio 1869, fu nominato vice maestro dei novizi.

Nell’agosto 1871, con l’incarico di maestro dei novizi venne inviato in Francia nella Casa di Cuisery, di cui fu Superiore dal dicembre del 1873 al 30 settembre 1874. Nell’agosto dello stesso anno fu pure vice superiore della Casa di Lione. Dal settembre di questo anno, a tutto il 1876 fu contemporaneamente maestro dei novizi, vicario curato della chiesa di Notre Dame del Chaux e Superiore a Cuisery. Nel gennaio del 1877 fu tra i fondatori della Casa di Lille e nell’agosto del medesimo anno venne nominato vice provinciale della Provincia religiosa francese dell’ordine dei Ministri degli Infermi. Dal I gennaio 1879 al novembre del 1880 ritornò Superiore a Cuisery; quindi, rientrò per un breve periodo in Italia e dall’aprile del 1881 fu nuovamente in Francia, Superiore a Lille fino all’aprile del 1885, e contemporaneamente, nominato Superiore Provinciale. Nel maggio del 1888, proposto Consultore generale, vi rinunciò. Intervenuto al XXXVI Capitolo generale in qualità di Padre provinciale, il 18 settembre 1889 fu eletto primo consultore e procuratore generale dell’Ordine. Nel mese di dicembre 1891 assieme a Giuseppina Vannini fondò la Congregazione delle Figlie di San Camillo. Dal 25 aprile all’agosto del 1893 fu, a Roma, prima nella Comunità di San Giovanni della Malva in Trastevere e quindi nella Comunità ospedaliera di San Giovanni Sancta Sanctorum, in Laterano.

Intervenuto al XXXVII Capitolo generale, l’8 maggio 1895 venne eletto Consultore generale. Il 9 giugno 1897 fu inviato in Spagna in qualità di visitatore. Il 16 febbraio 1898 venne incardinato definitivamente nella Provincia francese. Lo stesso anno partecipò al XXXVIII Capitolo generale, nel corso del quale fu eletto definitore. Ritornato in Francia condusse la comunità di Lille dal 17 maggio 1898 all’inizio del 1899, quando il 26 aprile, insieme al p. Angelo Ferroni, venne inviato alla Casa di Lima, nel Perù, in qualità di covisitatore. Dal 1905 a tutto il 1908 ne divenne Superiore; quindi dal 4 maggio 1909, fu nominato delegato provinciale e, dall’agosto di quell’anno, fu pure designato Consultore conciliare provinciale della diocesi di Lima. 

Non potè intervenire al Capitolo provinciale spagnolo del 15 aprile 1920, nonostante fosse stato eletto primo socio della comunità di Lima. Morì nella capitale peruviana il 26 settembre 1923 nella Casa di Santa Maria della Buona Morte. Nel 1948 il suo corpo venne trasferito a Buenos Aires, in Argentina, e quindi traslato nella cittadina laziale di Grottaferrata, dove dal 16 dicembre 1999 riposa nella Chiesa della Casa generalizia delle Figlie di San Camillo.

Quando si parla di Padre Luigi Tezza non si può che pensare di lui come ad un amico fraterno, una presenza su cui si può contare, un volto senza segreti.

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